Wakeboard

Chiaramente le radici del wakeboard si trovano nel surfing. Spesso si è detto: è qualcosa da fare quando è piatto!

Si inizia surfando sulla scia della barca pensando emulando le manovre che si fanno con la tavola da surf. Anche le prime tavole da wakeboard, gli "skurfer" assomigliano alle tavole da surf ma hanno delle streps che non permettono alla tavola di scappare dai piedi. In seguito cambiano modi di vedere lo sport e le tavole: queste ultime assomigliano più agli skateboards nel senso che prendono una forma simmetrica a poppa e prua con pinne su entrambi i lati gli attacchi assomigliano a quelli dello snowboard, non si tenta di surfare la scia ma si cerca di saltarla usandola come rampa per fare i salti più impensati: capriole, salti all’indietro, 360, fino a 720. Una varietà di manovre, per i campioni, che pochi altri sport possono vantare.

Non esiste come nel surfing una direzione preferenziale, goofy o regular, ma si cerca di "wakebordare" in entrambe le direzioni.

Per facilitare le manovre e cercare di saltare sempre più in alto le barche sono dotate di pali di svariate altezze ai quali si attacca la cima del bilancino. Molte barche si zavorrano per far sì che la scia si più alta e il wakeboarder impatti si una rampa più alta. Questi sono gli ingredienti del wakeboard uno sport simile al surf per certi aspetti, sempre in evoluzione per ciò che riguarda le tavole e soprattutto le manovre .

Spettacolare volo di Federico Atzeri - foto di Marco Cincotti

 

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